mercoledì 30 dicembre 2015

Dream Team cinematografico: i migliori film natalizi

Poiché la scorsa settimana ero dalla mia famiglia a festeggiare e ad accrescere tutte le circonferenze esterne possibili immaginabili del mio involucro, non ho potuto scrivere nulla a causa della mancanza di collegamento internet, ma il criceto nella mia testa non poteva che generare questo meraviglioso spunto: il mio personalissimo Dream Team sui migliori film ambientati/ proiettati a Natale! Buon divertimento!


8) "Mamma ho perso l'aereo" di Chris Columbus. Ok, Macaulay Culkin bambino non era un mostro di simpatia e da piccola l'ho invidiato a morte, ma questo lungometraggio del 1990 campione d'incassi è stato nel suo piccolo un cult movie: un bimbo rimasto solo a Natale in una bella villona fa quel che gli pare e piace lontano dallo stress della famiglia e infine mette in scacco due ladruncoli, rivalutando anche un misterioso vicino di casa. Un plauso per il cast, fra cui lo stimato John Candy.

                                             
                                                
7) "Canto di Natale di Topolino" di Burny Mattinson. Un cortometraggio che avrò visto un'unica volta da piccola e che mi ha colpito, commossa e impressionata. E' una storia molto particolare, tratta dal romanzo omonimo di Charles Dickens e proposta nei decenni da tanti autori in varie salse: il ricco egoista e solo che si fa un esame di coscienza proprio a Natale e capisce cosa conta davvero nella vita, ovvero l'affetto delle persone.


                                             

6) "La vita è meravigliosa" di Frank Capra. Capolavoro di cinema e buoni sentimenti ben orchestrati, non senza un pizzico di buonumore a stemperare i momenti più drammatici. Anche qui il Natale fa da cornice ad una vicenda personale, questa però intrisa di pessimismo e scoraggiamento fino al lieto fine, in cui il protagonista sarà ripagato della sua bontà.

5) "Eyes Wide Shut" di Stanley Kubrick. Geniale uso del Natale da parte dell'amato regista newyorchese e naturalizzato britannico: un party di vigilia con tanti ricchi bricconi e lubrichi, alcol, polvere bianca e donnine; luminarie soft nelle strade di una Londra al limite dell'apatico; la supervisione degli ultimi regali nel negozio luxury assieme alla bionda figlioletta, prima del dialogo riconciliatore fra i due coniugi. Questo però col cavolo che me lo trasmettono in tv, durante la fatidica settimana natalizia.


                                                  


4) "Rambo" di Ted Kotcheff. Tra "La mia pistola per Billy" e il geniale "Weekend con il morto", il suddetto regista canadese ha scritto una pagina di storia del cinema con la vicenda del veterano di guerra ex berretto verde John Rambo, arrestato per vagabondaggio, braccato dallo sceriffo Teasle e autore di un bel caos tra sparatorie, inseguimenti, morti, incendi, blackout e ancora sparatorie. E si, il tutto è ambientato sotto le feste natalizie anche se ci se ne accorge appena grazie ad alcune timide luminarie e decorazioni che però danno un tocco più amaro che mai. Anche questo non proiettato sotto le feste proprio perché inevitabilmente privo dello spirito natalizio.


3) "Gremlins" di Joe Dante. Uno dei film che mi hanno più impressionato e fortemente spaventato da piccola. Quest'anno credo abbia fatto eccezione e sia stato trasmesso la vigilia di Natale, ma la breve epopea horror dei violenti, cattivissimi e sarcastici mostriciattoli assetati di sangue mettono in terzo piano l'atmosfera natalizia che fa da sfondo. Terribile la lotta con l'abete decorato, terribile il racconto di Kate che aveva perso il padre vestito da Santa Klaus, diabolico lo stratagemma di farne perire in gran numero in un cinema dove era proiettato "Biancaneve e i sette nani". Ma Dante è Dante ed il suo Natale non poteva che essere così.

                                         

2) "Babbo bastardo" di Terry Zwigoff. In lingua originale "Bad Santa", ha il primato (o l'esclusiva???) di essere il film sul Natale e in particolare sulla figura di Santa Klaus più politicamente scorretto di tutta la storia del cinema, proponendo un protagonista finto, truffatore, ladro, donnaiolo, beone, tabagista, sboccato e scontroso che si redimerà in parte compiendo una buona azione, che però gli costerà la cattura con colpi di pistola dei poliziotti e ospedale - il coprotagonista e complice è invece un nano nero, olè. Un plauso alla particolarità del soggetto e alla buona sceneggiatura, con continue battute shock. Qualche scena è effettivamente troppo pesante ma è da vedere e, nel mio caso, rivedere.

                                 

1) "Una poltrona per due" di John Landis. La pellicola per antonomasia per la prima serata del 24 dicembre: divertente, intelligente, spiritosa, originale e con un cast All Stars con Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Jamie Lee Curtis, James Belushi, Don Ameche, Ralph Bellamy e, in un cameo, Frank Oz. Tante le scene cult (il monologo iniziale di Murphy, le scene a Wall Street, Aykroyd inversione "Slumdog Klaus"), memorabile il corpo della Curtis, geniale il finale - talmente bello da far pensare che un po' tutti abbiano voluto togliersi il lutto per John Belushi e riprendere a fare ottimo cinema e far ridere. Al primo posto, tra i suoi mille meriti, per quello di non venire mai a noia.

                                                           

giovedì 17 dicembre 2015

Esiste l'amicizia uomo-donna? Terzo round

La tragicomica vicenda della mia amicizia maschile toccherà ora vette talmente dramagrottesche che nemmeno Roberto Rossellini e Stanley Kubrick messi insieme avrebbero potuto tirare fuori un soggetto simile.

Arriviamo dunque a quell'estate tremenda in cui venni prima stremata dai malori e dall'operazione di mia mami e poi dal periodaccio vissuto dal mio fidanzato, in cui siamo stati senza sentirci per diversi giorni - da me vissuti malissimo tra stomaco chiuso, insonnia e sensazione come quando si ha la febbre a 40°. La sera poi non uscivo quasi mai.
Una volta però andai a vedere due amiche che recitavano in una piccola compagnia teatrale. L'opera rappresentata era piacevole e quelle due ore mi volarono tanto che non controllai il cellulare. Però lo guardai dopo, in partenza per la pizzeria dove gli attori avrebbero cenato, e trovai un messaggio da un numero sconosciuto: "Ciao come va, tutto tranquillo? Davide".
Sgranai gli occhi: il mio fidanzato mi aveva finalmente scritto!!!!! Evviva!!! Trionfo dell'amore, ritorno alla serenità, incubo finito!!!!
Gli risposi cercando di non sbottonarmi troppo ma dicendogli che non stavo bene, lui replicò gentile ma un po' vago, io ribattei che il lavoro non c'entrava niente, anzi, e lui mi accennò ad una sua collaborazione con una rivista di musica. Cosa? Coooooosa??????
Provando contemporaneamente fastidio, vergogna, rabbia e stimolo intestinale, chiamai quel numero: "Pronto.... Davide.... Davide De Loiacono?".
Esatto, era Il Pugliese, che in comune col mio adorato fidanzato ha il nome di battesimo oltre al genere anagrafico.
Iniziai a balbettare isterica una spiegazione: non pensavo fosse lui ma il MIO Davide, con cui non mi sentivo da alcuni giorni. In evidente imbarazzo, Il Pugliese ha iniziato a scusarsi per i tanti mesi di silenzio, in cui ha avuto vari problemi di famiglia ed esistenziali (anche lui????), ma ormai il mio cervello era partito e le mie lagrime pure, tanto che dovetti interromperlo ahimè singhiozzante e, con un gran bisogno di vuotare lo stomaco, gli attaccai il telefono in faccia.

                                    

                                                   

Inutile dire che in quella pizzeria non misi piede, anzi ci fu la grande opera ausiliaria e consolatoria delle mie angeliche amiche, incluso il ritrovamento del mio cellulare, che avevo scagliato alla cieca dentro l'auto. E ignorai volutamente, quella sera e il giorno dopo, i 2-3 messaggi de Il Pugliese.
Nei giorni a seguire invece ci scambiai alcuni sms - egoisticamente, per sedare l'imbarazzo dell'essermi fatta beccare in crisi e poi in lacrime - ma con linguaggio freddo, distaccato, sbrigativo. Col MIO Davide niente di nuovo nel frattempo.
Un giorno, a pranzo da mia cugina e mia nipote, ricevetti l'ennesimo messaggino da Il Pugliese (di cui avevo a malincuore memorizzato di nuovo il numero), un "Che fai" senza punto interrogativo. Era il suo secondo sms consecutivo cui non avrei risposto - d'altronde lo lessi come sotto sedativi. 
                                             

Un'ora dopo invece mi telefonò il MIO Davide. Nelle successive 30, ci riavvicinammo e progettammo il mio trasferimento in Piemùnt da lui.

Per fortunosa combinazione, gli sms de Il Pugliese, da me trattati col rituale aprire-far vedere al mio fidanzato-cancellare, si diradarono velocemente.

Incredibile! Il clone del mio gatto sul video di Kissandmakeup01!

Ebbene si, ogni tanto guardo video di fashion/make up youtuber, sedotta dai loro lussi e dalla loro vita mondana e allettante!
Pochi giorni fa mi sono messa a guardare il video parigino girato appunto dalla bella Nicole e verso la fine ho sgranato gli occhi quando si è visto un (meta)filmato dimostrativo sulle caratteristiche di un cellulare iper moderno con protagonista un gattone nero quasi identico al mio!!! Giuro di aver fatto gli occhi a cuore!





Il tutto, dopo aver visto con scarso interesse il corso di make up con una truccatrice premio Oscar e tralasciando i miei brividi per le castronerie di cinema che la bella bionda si lascia scappare senza pietà :D :D :D

venerdì 11 dicembre 2015

Vaneleaks - dall'archivio della vergogna, le chat della prima rottura con Il Pugliese

Tornando al triste, patetico racconto della fine della mia amicizia con una persona di sesso opposto al mio, riporto qui sotto due dialoghi estratti dalle due conversazioni incriminate che ho avuto via Messenger appunto con Il Pugliese e che causarono la nostra prima rottura, innescata da lui ma a quel punto reciprocamente voluta.

Prima conversazione:


cancellata, come da previsione


Estratto dalla prima conversazione (poiché ha dato spunto a tutto il quid):



IP scrive (21.38):

e poi non esiste l'amicizia uomodonna



Seconda conversazione, pochi giorni dopo:

cancellata, come da previsione


La prima cosa che feci, tutta infastidita, fu cancellare il suo recapito Messenger e poi il suo numero di cellulare.
Con un salto temporale di circa otto mesi, la narrazione riprenderà dal terribile periodo di stress, dolore e sfinimento che attraversai a causa della malattia e dell'operazione di mia mami prima e della crisi col mio fidanzato dopo - roba che se gli sceneggiatori di Beautiful mi leggessero, ci trarrebbero ispirazione per altri 3000 episodi.

Sia che Il Pugliese (ri)trovi questo blog e, riconosciutosi,  ritenga questo post offensivo sia che, al contrario, ne ignori beatamente l'esistenza, si sappia che a priori cancellerò fra tre giorni esatti questi estratti.
Voglio solo far capire ai miei lettori cosa e come ho vissuto questo momento cruciale della nostra amicizia e magari leggere qualche consiglio consolatorio o illuminante, non certo umiliare o screditare - anzi, al più sono io a rischiare di passare per infantile e di cadere nel torto!

giovedì 10 dicembre 2015

Top ten dei sopravvalutati

"Ricchezza e santità, la metà della metà" è il mio proverbio preferito: una versione italianissima e folkloristica del cosiddetto rasoio di Occam (che appunto invita a privilegiare semplicità e sintesi) che vuol anche suggerire con arguzia come spesso una persona, un oggetto od una situazione non sono sempre belli, fighi e virtuosi come apparentemente sembrano.

Ecco quindi la mia personalissima, semiseria ma sufficientemente ragionata top ten! Ridimensionate gente, ridimensionate!

10) Sarah Jessica Parker come icona di stile. Questa va al decimo posto perché ormai e per fortuna è una sfrondatura out of time. Il capo baldracca da lei interpretato nel telefilm "Sex and the city" e con cui è stata troppo facilmente identificata l'ha resa una delle Vip più ammirate del decennio scorso, nonché trendy ed icona di stile, solo perché nel succitato programma usciva di casa e trovava tanti partner sessuali nonostante la faccia un po' così, il naso bruttino, le oltre 35 primavere e, appunto, l'abitudine nel vestirsi in maniera molto discutibile. Perché scusate, ok l'effetto placebo nel vedere una bruttina nonpiùggiovane che rimorchia ma vi prego!, non buttate il buonsenso nel cesso e non credete davvero che robette come tutù, short inguinali, piume, pochette fluo e colori ad cazzum facciano diventare icone di stile! Al più sono spiritose, eccentriche e gaiamente trash!

         

9) Silvio Muccino. Apprezzo impegno e buone intenzioni, ma con lui non mi sono accontentata del traino di suo fratello, del binomio occhi azzurri+aria tenerona, di qualche "interpretazione" in teen film e di un paio di prove da regista con evidenti "prestiti" da pellicole statunitensi. Ho esultato con cori da stadio quando l'hanno magistralmente parodiato in "SuperCiro".

Niente da fare Sil, non mi vuoi andar giù (non che ti perdi niente, eh!)
                                             
8) La supremazia totale dei cani nell'amicizia uomo-animale. Metto le mani avanti dicendo che più che altro voglio rivalutare l'affettuosità delle altre specie di fauna da compagnia. Fermo restando che il carattere e l'indole socievole dei canidi sono frutto di un affiancamento datato secoli, ammettiamolo che anche altre bestioline domestiche possono offrire tanto amore, fedeltà, compagnia e attaccamento, anche se in forme e tempistiche diverse! Gli esempi si sprecano: da gatti e conigli che seguono ovunque i padroni esigendo coccole e attenzioni a uccellini che rifiutano il cibo se non viene dalla solita mano a iguane che lanciano allarmi se si accorgono che il petto dei loro proprietari, su cui si posano ogni giorno, cessa di emanare battiti regolari (storia vera).

                                                         

7) Johnny Depp. Limitandomi all'aspetto esteriore dico che è un bell'uomo, ci mancherebbe, ma alcuni personaggi irritanti da lui interpretati come il pirata parruccone o il matto merendajo di Carrol e le sue tempestose vicende sentimentali non riescono a farmelo trovare affascinante e desiderabile. E gli occhiali che porta? Brrr!


6) La pizza. Beninteso: a me piace, che sia margherita o con cipolle e peperoni. Ma ultimamente ha perso la sua vecchia attrattiva e se vado in pizzeria ordino quasi in automatico carpaccio e insalata.

                                                       

5) I gioielli di Tiffany. Qualche vecchio volpone ha riesumato, commercializzato e snaturato un'istantanea dell'attrice Audrey Hepburn tratta dal film "Colazione da Tiffany". E da qui, per una perversa reazione a catena, anche i suddetti preziosi sono tornati alla ribalta, esibiti al collo, ai polsi e alle dita come se non esistesse nient'altro degno di cotanto onore. Anche questa cosa, ovviamente, mi fa "sfoderare il rasoio".

         

4) Borse all'ultimo rantol... ehm, grido. Ogni tanto me lo guardo qualche blog di moda, giuro, ma cosa diamine avranno di irresistibile 'ste Balenciaga proprio non l'ho capito. E mi viene il prurito quando sento dire di ragazzine che come regalo per la licenza media "prenotano" ai malcapitati genitori una Speedy di Vuitton.
                                                


3) "Siddharta" di Hermann Hesse, "L'alchimista" di Paulo Coelho, "Firmino" di Sam Savage*. Il primo non mi ha colpito né impressionato: protagonista senza midollo, situazioni false come i soldi del Monopoli. Il secondo è per gli stessi motivi ancor più evanescente, con un linguaggio più astratto di un temino pseudo filosofico da seconda media. Il terzo è un buon inizio con un modestissimo svolgimento, in grande debito con il lancio pubblicitario che ne ha fatte vendere troppe copie. E qui scrivo, per la centesima volta: ridatemi e rileggetevi Fielding, Tolstoj, Steinbeck e Vargas Llosa!

Uno di quei libri che non fa rimpiangere i grandi classici, anzi
                                                             
2) Macaroons. I donut tanto tanto mi ricordano Homer Simpson e va beh, passino pure. Ma quei cosetti tutti zuccherosi e dalle 50mila sfumature di rosa non mi hanno mai attirato. Ne approfitto per bacchettare Sofia Coppola per averli fatti tornare di moda col suo "Marie Antoniette" glam rock.


   

1) I figaccioni palestrati. Non rientro fra le donne che sentono caldo e sbavano per soggetti maschili muscolosi, glabri e unti, perennemente abbronzati e abbonati a parrucchiere, estetista e aperitivo. Qui li ridimensiono e dico viva la muscolatura e la peluria naturali, eccezioni a parte!


                      

* non vi dico che sgranata di occhi lemure style quando, a paragrafo già progettato, per curiosità ho googlato "libri sopravvalutati" e ho trovato questo!

http://www.bonsai.tv/articolo/il-55-degli-italiani-non-legge-i-13-libri-piu-sopravvalutati-di-sempre-secondo-noi-foto/43451/

venerdì 27 novembre 2015

Esiste l'amicizia uomo-donna? Seconda parte

Come va, ti ricordi? Come sta il mio omonimo?


Ecco qual è stata l'email con cui sono ripresi i miei rapporti epistolari, da me interrotti per naturale sconcerto e per un vago sentore di qualcosa di anomalo, con Il Pugliese.
Ma proprio la semplicità di questa lettera mi convinse che il mio strano, pindarico nonché iperintellettuale conoscente si sarebbe riproposto con più pertinenza e normalità e non avrebbe coltivato pensieri strani dietro parole astruse.

Poi io (scema? Ingenua? Irrealista? Paraocchiata?) mi dicevo: ci dividono un migliaio di km, undici anni e, last but not least, la mia condizione di fidanzata innamorata...come potrebbe solo azzardare a coltivare brame di possesso su di me??! Ovvio che no!

       

Tutt'ora, se ci ripenso, a leggere questi estratti qualche dubbio mi viene

Sono contento di conoscere una come te (...) Non hai una gemella o un'amica?

Io sto bene, ma per trovarne una come te come faccio?

ma allora pensavo che se a lui piaceva giocare col fuoco, coi serpenti e coi coccodrilli o anche solo flirtare molto vagamente con tipe fidanzate non interessate, peggio per lui se si beccava un'ustione, una flebo di veleno, un morso o, peggio, un'eterna friendzone. No?


E guai a lamentarsi se poi interviene la madre dei mostri!!!
                              
Dopo 3-4 letterucce, ad agosto annuncio al mio amico di email che a fine mese, ovviamente col mio fidanzato, avrei fatto tappa nella sua terra per qualche giorno di vacanza e che quindi non potevamo non incontrarci. E l'incontro ci fu, lui ed io, in un mezzogiorno di fuoco con una quarantina di gradi: chiacchiere solite su calcio, sport, musica, concerti, società e donne (si, parlavamo molto delle sue disavventure col gentil sesso), passeggiate, assaggi di amabili dolci del posto - si era alzato tardi e non aveva voglia di pranzare.

     

Giuro che Il Pugliese sembrava tranquillo, tutto appariva come nelle lettere: lui era gentile e affettuoso ma sereno, né ha fatto neanche mezza mossa "falsa". Ci salutiamo dopo un pessimo selfie e scambiandoci finalmente i numeri di cellulare, il giorno dopo gli propongo di venire con noi ad un concerto ma lui rifiuta, ha già visto così tante passate edizioni che non se la sente, ok.
Noi ripartiamo alla data stabilita, con una capatina a vedere ed abbracciare i trulli.

La corrispondenza riprende dopo quasi due mesi, gli invio il nostro selfie e iniziamo a chattare su Messenger. E fu così che lui, con due conversazioni a distanza di pochi giorni, mi fece prima irritare e poi "inc@#§*re abbestia", ponendo fine alla nostra frequentazione.

(Fine seconda parte)

domenica 22 novembre 2015

Cose brutte e schifose quando vado a correre

Ma perché mettermi ansia, mandarmi in sovraccarico il cervello e aumentarmi rughe e gastrite con post "impegnati" e drammatici, quando posso farne di stupidini, frivoli, inutili e pseudodivertenti?

                                           

Eccomi qui a spendere due parole su alcune osservazioni sulle mie corse. Ebbene si, nelle ultime tre settimane ho incredibilmente ripreso a correre (come un'altra utente che conosco e saluto... Ciao Sara!!!), sempre alla mia maniera: passo di formica, niente musica e, udite udite, perfetta solitudine. Il tutto nonostante i 10 gradi di temperatura, poi scesi a 7. Ma qui nel mio Piemùnt orientale ci sono si fresco, nebbia, umidità ma, hip hip hurrà, quasi per niente vento. Cosa che non mi dispiace affatto.

Tornando alle mie corsette, ecco il patetico cinematografo che si crea non appena esco di casa:
- mi incammino intirizzita verso il vialone con pista ciclabile adiacente al centro, a 5 minuti a piedi da casa mia, con passo e movenze degni di C3PO di Star Wars e gli occhi spalancati come padelle
- arrivata alla pista ciclabile, mi allaccio meglio le stringhe degli scarpini e faccio partire Runtastic e quella sua vocetta di elettroperculo
- do inizio alle danze...macabre

Correre è bello anche se faticoso, ma per come lo faccio io questa sana ed economica attività assomiglia più ad un trenino horror splatter organico. Ecco perché:
- dopo neanche 500 metri la mia vescica esige attenzione e sembra farmi toctoc, ma almeno non sento quasi più freddo
- dopo il primo km (circa un giro a/r della pista) sento i primi leggeri fastidi al diaframma, che per fortuna durano poco; la voce elettroperculatrice di Runtastic intanto mi dice che ci ho messo poco più di 8' (sigh sobh sniff)
- dopo il secondo km la vista mi si appanna leggermente e inizio a sentire l'effetto "sangue al naso"; la vescica invece mi concede tregua ma in compenso mi sento le braccia pesanti e ingombranti (!!!)
- verso il terzo km ho uno-due episodi di dolore al diaframma, sempre brevi ma moooolto acuti, roba da farmi rallentare e zoppicare incurvata dal fastidio; il respiro mi si fa più "rantoloso" tanto che qualche passante alza gli occhi guardandomi male; sudore sparso e rossore in faccia minano ancor più il mio aspetto non eccelso

*** ATTENZIONE: INIZIO DELLA PARTE SCHIFOSA ***

- verso il quarto km il naso quasi mi frizza, quando espiro rischio di esternare qualche gocciolina di saliva, ho un leggero sentore di nausea che si traduce con uno-due ruttini (spesso al "gusto frutta") e a volte anche con discretissimi sfiatini posteriori... C'è comunque di peggio e infatti ringrazio il mito Lionel Messi per averci gentilmente sdoganato il vomito in diretta tv :D

                                                      
- se l'orgoglio mi strabocca e soprattutto se gambe e polmoni non sono ancora da buttare, mi avventuro bella unta e rossa come un peperone (ma sempre a chiazze) nel quinto giro, in cui arrivano colpi di tosse e necessità di sputare per liberare la gola...bleah!


In tutto questo, c'è da considerare l'antiestetica visione dei miei 99 cm di giro sedere che sballonzolano passo dopo passo, in attesa di ridursi gradualmente...

            

In tutta sincerità, in questo novembre come in primavera non mi è parso di aver mai visto un corridore in condizioni analoghe alla mia: ho visto e tutt'oggi intravedo uomini inespressivi dall'abbigliamento super tecnico che volano come gazzelle oppure donne vestite sui toni del rosa che camminano in coppia, ritmate e dignitose!                                 

martedì 17 novembre 2015

Non ne parlo, ma ci penso e ne soffro

A gennaio pensavamo che un massacro come quello accaduto alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo difficilmente si sarebbe potuto ripetere. Dodici morti in pieno giorno, con gli attentatori che potevano sembrare degli acquirenti frettolosi in una tabaccheria: vado, faccio, me la svigno. Invece, dopo l'orrore al supermercato kosher, è riaccaduto venerdì sera, sempre nella capitale francese, e in sette posti diversi, con dieci volte i morti di gennaio: diversi kamikaze dell'Isis hanno fatto fuoco con gli AK 47 o si sono fatti esplodere in otto zone diverse, quasi tutti in centro, dalle 21,20 in poi in un domino di boati, esplosioni, grida, sparatorie e fuggi fuggi di chi ha provato a mettersi in salvo, ma soprattutto sangue e morte.
Non è stata una tragedia, né un massacro: è stata un'ecatombe di 129 morti e oltre 300 feriti, di cui un terzo gravissimi:


       

Vorrei qui esprimere il mio dolore per le tante, troppe vittime anche di giovane età, ma anche il mio ribrezzo, disgusto e rabbia nel vedere gli abitanti una città storica, una capitale dell'arte, della cultura, della bellezza e della vita come appunto Parigi massacrati e oltraggiati da una minoranza di fanatici ultraviolenti senza leggi né regole tranne quella arbitraria che li autorizza a storpiare ed estremizzare un testo religioso per giustificare la loro smania di potere e sangue. Né mi consola o tranquillizza ricordarmi che la storia si ripete e già in passato piccoli manipoli di violenti organizzati avevano assaltato e sottomesso popolazioni più grandi e ahiloro più pacifiche e impreparate.

Hollande, o come dice l'Isis "l'imbecille di Francia", ha già risposto con i fatti facendo bombardare la Siria, sono stati inaspriti i controlli, nelle dogane, arrestate e fermate persone coinvolte o sospette e sospesi tour musicali di famose band, amichevoli di calcio ed eventi culturali tra cui un convegno sull'Islam e l'islamofobia indetto dall'ordine dei giornalisti fissato a Firenze per questo sabato ma...basterà? Si calmerà la situazione? Saranno vere le minacce verso città come Roma, Londra e New York? E il mese prossimo cosa accadrà al Giubileo, visto che già all'Expo di Milano è andata di lusso???


E non ultimo, staremo relativamente tranquilli nell'assistere al prossimo campionato europeo di calcio, fissato a  giugno proprio in Francia?

giovedì 12 novembre 2015

Post Tag: 8 episodi della mia vita

Ispirandomi all'ultimo simpaticissimo post del blogger PuroNanoVergine, ho deciso di far grugnire i miei lettori con otto episodi della mia vita, in ordine cronologico! Tenetevi forti!

All'età di quattro anni ho sofferto dei miei primi episodi di insonnia in cui vegliavo, vegliavo e vegliavo e poi sprofondavo in un disperato stato di sonno con strane allucinazioni, con protagonisti personaggi di film della Disney e di libri di favole.

In quarta elementare indovinai come si calcolava la superficie laterale di un parallelepipedo, dopo decine di maieutiche domande della maestra cerbera.

A tredici anni bevvi per la prima volta un mezzo flute di spumante dolce - era il periodo natalizio. Iniziai a ridere come una scema facendo preoccupare gravemente mia madre.

Ho sempre adorato e tutt'ora adoro i gatti; nella mia città d'origine ne ho uno nero a pelo lungo che dico essere di razza "volpone" e cui permetto tutto, incluso graffiarmi cosce e petto.

In terza superiore ho convinto una compagna di classe a non abbandonare a metà anno perché a giugno, in un ipotetico ballottaggio per le bocciature (in genere, una o due per classe), lei sarebbe stata sacrificata al posto mio poiché andavo meglio di lei in almeno tre materie.

Il mio primo fidanzatino era un cafone falsissimo. A causa della mia inesperienza totale gli ho permesso di comportarsi molto male sia con me che con altri. Una volta, andando a casa di amici, lui cacciò un rutto al citofono e poi uno all'ingresso davanti a tutti e fu allora che per la prima volta mi si chiuse la vena e reagii gridandogli a pieni polmoni: "Allora! Hai rotto il c***o con questi rutti!"

All'università conobbi una tipa ultra cattolica con cui andai ad una festa di una facoltà diversa dalla mia. Pensavo di ubriacarmi un po' e fare la matta, ma dopo un drink smisi di bere e dovetti rincorrere e badare a questa tipa tutto il tempo perché, già completamente di fuori, si rendeva disponibile con ogni ragazzo che incrociava.

In una delle mie vacanze nel sud Italia, sono stata di passaggio ad Alberobello: un'ora indimenticabile in cui ho scattato decine di foto e, nell'unica in cui compaio, sono abbracciata ad un trullo tutta contenta e sorridente.



mercoledì 11 novembre 2015

Esiste l'amicizia uomo-donna? Si ma non dura, se lei è fidanzata

Ah, che bell'argomento l'amicizia tra uomo e donna! Roba da scriverci tomi e tomi, salvo poi concordare e riassumere che può essere si come no, a seconda dei casi. E sono sicura che ogni ragazza o donna ne ha uno grottesco da raccontare.
Il caso che personalmente mi ha riguardata e di cui voglio parlarvi è però davvero pessimo, è stata una bella promessa che poi si è spenta a dir la verità due volte - e stavolta direi definitivamente. Eh si, una volta mi si ripiglia, due no.

Salto indietro nel tempo, a qualche anno fa. Vado col mio fidanzato nel sud Italia a vedere un festival di musica folk molto bello e interessante. Come intuibile, in questa vacanza conosciamo nel nostro B&b il soggetto in questione alias Il Pugliese, un ragazzo di oltre dieci anni più grande di me che potrebbe sembrare il cugino giovane di Rafa Benitez, colto, gentile, educato, abbastanza simpatico, un pochino appiccicoso nel senso che marcava a uomo noi ed i nostri amici del festival e soprattutto molto chiacchierone, di quelli che alle quattro di notte, sul punto di salutarsi per andare tutti a dormire, ti attacca un sermone di dieci minuti sulla politica, garantendoti subito dopo un sonno di piombo. Il giorno della nostra partenza ci lascia recapito Facebook, email e cellulare. Passano pochi giorni e Il Pugliese ed io (avendolo il mio ragazzo acutamente dribblato sui social network) iniziamo a scambiarci appunto email chiacchierando più o meno coltamente su musica, viaggi e sport, ma anche raccontandoci qualcosina di noi. Smettiamo di scriverci dopo qualche mese, anzi più che altro smetto io di replicargli in virtù del tono anomalo di questa sua ermeticissima missiva:

Non ho potuto fare a meno di risponderti, ma tu forse ancora non capisci...

E davvero non avevo capito, stavamo parlando mail dopo mail del più e del meno!

Finita qui? Solo per un annetto e mezzo, ovvero finché un giorno trovo nella posta elettronica due sue righe amichevoli e brillanti, che mi chiedevano se mi ricordavo di lui e come stava "il suo omonimo" ovvero il mio fidanzato che, badarsi bene, porta appunto il suo stesso nome di battesimo.

(Fine prima parte)

mercoledì 4 novembre 2015

Settimane convulse

Se ripenso a quanto mi è accaduto nelle ultime settimane vedo tante cose sia positive che negative, ma anche grottesche: ho perso tempo ed energie a provare a far ripartire un'amicizia, ho lavorato col magone sapendo che l'azienda per cui stavo lavorando rischiava di chiudere, ho partecipato ad un addio al nubilato sublime, mi sono vista rimandare per la seconda volta il mio trasloco definitivo dall'amato Piemonte, ho perso il mio lavoro, ho iniziato a studiare per un concorso, ho avuto un colloquio di lavoro per un iper part time, ho avuto una mezza proposta di un altro lavoro, sono entrata nell'azienda per cui ho avuto il colloquio, sono andata ad un matrimonio iper sublime usando la mia Divina Canon, ho fatto domanda di preiscrizione per un corso su un lavoro del tutto estraneo ai miei studi e cv, ho esordito con buoni esiti nel nuovo lavoro iper part time.

Se ripenso a quanto la tv ha proposto nelle ultime settimane vedo un calderone con famiglie di immigrati ancor più disperati dei precedenti, programmi vip trash, precipitazioni che definirle anomale è un eufemismo, strade e case sbriciolatesi come frollini nel cappuccino, ancora persone che ammazzano altre persone peggio che in Call of Duty, politici che gigioneggiano che è una vergogna e continuano a non fare niente di concreto per questa povera Italia, bambini contesi come oggetti, ragazze e donne che muoiono durante diete o trattamenti estetici assurdi o che chiedono aiuto per uscire dalle loro malattie in fase avanzata o che dicono stop a social network e bellezza ad ogni costo, buongiorno!, il tutto a tre giorni dall'anniversario della scomparsa di Steve McQueen.

Chi avrebbe potuto trovare la lucidità per postare su qualcosa di tutto questo? Io no, ecco il perché di questo riassunto. Ma alla fine lo sanno tutti che sono campionessa olimpica delle buone intenzioni!!!!

giovedì 1 ottobre 2015

Genietti del male - tutti sconfitti giocando a calcio


Mai letto di due squadre, tantomeno giovanili, entrambe inflitte della sconfitta a tavolino nella stessa partita. Notevole davvero. Proprio un altro passo indietro di questo mondaccio non solo sportivo.
Meditate, gente, meditate!
Riflettete, ragazzi, riflettete!



Campionato Berretti                      

GARE DEL 26 27 SETTEMBRE 2015

GARA AVELLINO – LUPA CASTELLI ROMANI

- Il Giudice Sportivo,
- letti gli atti ufficiali relativi alla gara indicata in oggetto,
o s s e r v a
- al 31’ del 2° tempo il calciatore Viscardi Guido, capitano dell’ Avellino, già espulso in
corso di gara, colpiva ripetutamente con calci e pugni la porta dello spogliatoio della
società Lupa Castelli Romani, provocando, perché uscisse dallo spogliatoio, il
calciatore Bertelli Alessio della società Lupa Castelli Romani, anch’esso espulso in
corso di gara;
- i due cominciavano a discutere animatamente, offendendosi a vicenda e il Viscardi
colpiva con un pugno al volto il Bertarelli; successivamente i due si colpivano
reciprocamente con calci, pugni e sputi;
- i due venivano raggiunti dal calciatore Pagano Vincenzo (Avellino) precedentemente
espulso, che aiutava il suo compagno di squadra, colpendo con calci e pugni il
giocatore avversario, mentre i dirigenti dell’Avellino non intervenivano per sedare il
litigio (“assumevano un atteggiamento reticente”);
- conseguentemente numerosi calciatori di entrambe le società, titolari e riserve, si
portavano nella zona antistante gli spogliatoi, dando vita ad una rissa generale;
- nella disputa interveniva il calciatore Faraone Edoardo Giuseppe capitano della società
Lupa Castelli Romani, già sostituito, e colpiva al volto con un pugno e diversi calci il n.
17 dell’Avellino, Federico Cappelli, che finiva per terra e subito dopo veniva raggiunto
da diversi calci al volto e su altre parti del corpo anche dal n. 2 Gianluca Italiano della
società Lupa Castelli Romani; il Cappelli, rimasto sempre per terra, con vistose ferite al
volto, manifestava uno stato di shock e finalmente i dirigenti di entrambe le società
intervenivano per prestare soccorso al medesimo con l’ausilio dei sanitari che in
ambulanza lo trasportavano in ospedale;
- finalmente la situazione si calmava e alcuni calciatori si allontanavano dal campo; a
questo punto, vista anche la mancanza delle Forze dell’Ordine, ritualmente richieste
dalla società ospitante, l’arbitro, in mancanza delle condizioni per proseguire la gara,
riteneva sospeso l’incontro al 31’ del 2° tempo con il risultato di 4 a 1 a favore della
società Lupa Castelli Romani;
- i fatti sopra descritti sono di particolare gravità, in considerazione che i primi atti di
violenza sono degenerati in rissa col concorso dei calciatori di entrambe le squadre, e
che tardivo è stato l’intervento dei dirigenti delle due società.
- I provvedimenti disciplinari sanzionati dall’arbitro nel corso della gara vengono riportati
nei paragrafi successivi.
11/24
- Tutto ciò premesso
d e l i b e r a
a) di infliggere ad entrambe le società Avellino e Lupa Castelli Romani la punizione della
predita della gara con il punteggio di 0 a 3;
b) di irrogare ad entrambe le società Avellino e Lupa Castelli Romani la sanzione
dell’ammenda di € 5.000.00;
c) di squalificare per sette gare effettive i calciatori Viscardi Guido ( Avellino) e Bertarelli
Alessio (Lupa Castelli Romani)
d) di squalificare per cinque gare effettive i calciatori Pagano Vincenzo ( Avellino),
Faraone Edoardo Giuseppe (Lupa Castelli Romani) e Italiano Gianluca (Lupa Castelli
Romani). 

sabato 12 settembre 2015

Grazie Roberta, grazie Flavia! E bravo il Tg5

Stanotte quasi non ci potevo credere. E invece è tutto vero: dopo che Flavia Pennetta aveva superato la n° 2 al mondo Simona Halep in appena un'ora di gara, Roberta Vinci ha battuto in rimonta addirittura la divina Serena Williams, rendendo possibile una finale tutta italiana agli Us Open di New York.
E' stato quasi commovente oggi vedere il Tg5 delle 13 esordire proprio con questa bella notizia di sport al femminile, chissà che in futuro non dedichino man mano più spazio anche ad altre attività sportive diverse dal calcio ma in cui i nostri atleti strappano via via risultati interessanti se non "medagliati"...ma è stato meraviglioso vedere Flavia e Roberta imporsi su avversarie nettamente favorite grazie al loro bel gioco, più fantasioso e imprevedibile, più avvincente ed elegante.... e poi Serena cara, va bene che sei bravissima e la prima in questo globulo da oltre due lustri e che siamo tutte con te e i tuoi 70 adorabili muscolosissimi kg, ma almeno a me avresti rotto un po' le scatole con lo stracciare le tue avversarie in buona parte con la tua fama prima e con la tua potenza muscolare dopo.




In questi due scatti posso assicurarvi di avere il sedere al 90% somigliante con quello della giunonica Serena, che fortuna sua è alta e bella proporzionata. Io no.

martedì 8 settembre 2015

Ci voleva Bono per pronunciare questa verità? Forse...

"E' inaccettabile" che la direttrice del World Food Programme, Ertharin Cousin, debba andare "con la borsa dell'elemosina dai 150 Paesi che rappresentano Expo" per trovare i soldi che servono a nutrire chi ha bisogno, e che ora ci sia il rischio di dover tagliare il programma di sostegno ai rifugiati siriani in Giordania per mancanza di fondi. C'è già abbastanza cibo, il problema è la mancanza di volontà di distribuirlo. Io solo una rockstar, mentre lei è una vera eroina".


Ribadisco il concetto che più mi preme: c'è già abbastanza cibo, il problema è la mancanza di volontà di distribuirlo.

Aggiungerei anche: "secondo le effettive necessità personali e nazionali".

Che bravo Bono Vox, epico cantante degli U2, che alterna superconcerti ed attività politico-umanitaria, che fa innamorare donne e uomini e si prodiga per alleviare la fame nel mondo, l'Aids e il debito dei paesi africani. Ma bravo soprattutto a dire una cosa tanto elementare quanto trascurabile: di cibo il mondo è pieno, è che bisogna donarlo a chi non ne ha. Alla faccia dei padiglioni che, sotto certi versi giustamente, propongono e meditano nuove soluzioni per incrementare le colture e aumentare le superfici coltivate nazionali, pur cercando di farlo nella maniera più ecologica e sana possibile.

Sarebbe stato bello se invece Expo non fosse mai esistito ed invece si promuovesse un ben più indigesto messaggio downshifter: rallentiamo, gente! Produciamo e inquiniamo di meno visto che già lo abbiamo fatto fin troppo (gli Stati Uniti dagli anni '80 vantano una straproduzione alimentare che si risolve in supersprechi e mega obesi, alla faccia di quei 40 milioni di statunitensi che non ricevono abbastanza Calorie... ma anche nella nostra Italia in crisi si coltiva sempre più terreno a cereali e granaglie per poi buttare via ogni giorno tonnellate di pane!!!!!) e perché siamo tanti, forse troppi ma sempre più affamati di consumo e consumismo, più ignoranti, maleducati e menefreghisti! Riaccendiamo cuore, cervello e coscienza! Risparmiamo acqua, terra, aria, cibo ed energia, che non sono mica eterni e non basta certo tirare fuori il portafoglio per giustificare le nostre leggerezze! Riduciamo lussi e vizi, ridimensioniamo le nostre esigenze, accontentiamoci di meno fino ad avvicinarci il più possibile al necessario e smettiamo di condividere foto, filmati e altre scemenze e anzi condividiamo ciò che abbiamo di utile e vitale con chi non ha nulla o quasi!

Ma ahimè, ahinoi comuni mortali.... noi che abbiamo tanto ma facciamo comunque sacrifici nel quotidiano, che lottiamo tra esami e bollette, tra contratti cococo e mancanza di parcheggi, tra social network e piccolo volontariato, con un occhio un po' pigro ai rifiuti da separare e con lo stomaco chiuso di fronte alle immagini dei telegiornali, non dovremmo andarci noi all'Expo, spesso con un biglietto acquistato online in sconto: dovrebbero andarci i pezzi grossi della politica e dell'economia, i deputati che collezionano decine e decine di assenze al lavoro perché si dedicano al loro terzo impiego dove hanno infilato anche i familiari, i numeri "uno" e anche "due" delle grandi banche e delle grandi fabbriche trasferite nei paesi poveri per risparmiare sulla forza lavoro, i boss della Coca Cola e della Mc Donald's (non però per fare ulteriore cassa), delle grandi case automobilistiche, delle armi, delle maggiori case farmaceutiche (quelle che non vogliono farsi clonare tante medicine destinate al Terzo Mondo) e, già che ci siamo, tutti coloro ritenuti ricchi dalle statistiche di Forbes&Co.

Ma per sanare questo povero pianeta e debellare la fame non basterebbero mille anni di convincimenti. Ed è già tanto se tra trenta avremo ancora acqua potabile.







giovedì 6 agosto 2015

Oggi sono io una bomba atomica

...ancora inesplosa ma che potrebbe scoppiare. Chiedo scusa per il cattivo gusto insito nel confronto, ma oggi va così. Non mi piace parlare di me, preferisco scrivere 50 post stupidini e frivoli e finti divertenti piuttosto che uno vagamente serio, ma oggi - ora appunto - è una di queste volte.
Più che una bomba, sono un'adolescente. Incazzata, frustrata, incompiuta, smaniosa, insofferente, a metà strada tra una strategia e un'altra ma in cento "settori" diversi. Più unico che raro, solo col mio corpo ho raggiunto un piccolo accordo di pace armata, incredibile davvero.

Non mi è successo "niente di grave": i miei affetti stanno bene, non ho tamponato l'auto, non ho malattie, non mi si è incendiata nè allagata casa come neanche quella piemontese, non ho litigato con nessun amico.
Mi sento però al limite della saturazione di tante piccole cose forse anche minime ma che, sommate insieme anche alla mia situazione esistenziale e lavorativa, oggi stanno davvero toccando il limite. 
 
Maledico il mio lavoro che è una collaborazione a calendario e a chiamata, in cui dieci mesi l'anno lavoro circa 18 ore a settimana domenica inclusa.
Maledico il clou dell'estate perchè non ho "niente" da fare, ho pochi soldi, ho varie spese, ho mille idee, ho zero potenzialità, ho potere decisionale pari a - 50. Fare stupide cose consolatorie come fitness o corsa poi, con 37 gradi e 52 di minima di pressione, è assolutamente infattibile.
Maledico il mio carattere e ancor più la mia educazione (che ergastolo terribile, non lo raccomando al mio peggior nemico tranne oggi) da bimbetta brava e obbediente caduta dal pero che non sa dir di no, che alla minima situazione "inedita" viene sopraffatta dagli eventi e rigirata da sconosciuti avvoltoi ben capaci di chiedere e non dare niente in cambio, neanche briciole.
Maledico appunto queste sempre più numerose persone egoiste e avare per non dire tirchie, supponenti o peggio finte cortesi, che pensano solo e sempre al loro culo e al loro stomaco, che una volta ottenuto ciò che volevano riprendono a calpestare tutto e tutti, che ricevono e non restituiscono ma nemmeno ringraziano, ci mancherebbe! Le stesse persone poi son spesso piene o quasi di soldi, hanno stipendi, secondi stipendi, case, macchine, cose tecnologiche e armadi grandi dieci volte i miei, ma tanto fanno mille calcoli anche se devono comprare un pezzo di pane - col condizionatore acceso a 25 gradi e i rifiuti non separati.
Maledico un mondo ingrato e avido, ignorante e ipocrita, dove si loda l'ingenuità dei bambini e l'amore per il prossimo di Gesù Cristo "il più grande rivoluzionario dei suoi tempi violenti", ma chissà perchè persone adulte ingenue e pacifiste come ahimè sono anche io diventano spesso carne da macello, da biasimare prima e divorare dopo.
Maledico le mie paure e limiti, spero involontariamente inculcati e da me inconsapevolmente coltivati per buonismo, infantilismo, pigrizia o, forse, stai a vedere, timore di deludere un'immagine di me che evidentemente piace e fa comodo.

mercoledì 1 luglio 2015

Fitspiration - C come confident

Una traduzione dignitosa dovrebbe essere "fiduciosa".

Qui si sguazza nella psicologia, ma anche in una piccola grande banalità. Fare fitness per la salute, per essere più forti, più sane e... meno brutte, ovvio!!! Ma anche per ricostruire un minimo di fiducia in se stesse, per smettere gradualmente di sentirsi da meno delle altre o incapaci di gestire certe situazioni, anche banali e piccine come entrare in un camerino con un vestito ardimentoso.

martedì 23 giugno 2015

Addio Gradisca!

Magali Noel si è spenta a pochi giorni dal suo 83esimo compleanno. Si, proprio la rossa Gradisca di "Amarcord", la bella del paese che faceva girar la testa a tutti gli uomini, compreso il giovane protagonista, che redarguiva i monelli, che si concesse ad un principe arabo con le raccomandazioni di parlare bene ed essere gentile. Un altro pezzo da novanta dell'incredibile universo onirico di Federico Fellini - di cui onoro' ben tre pellicole - che ci lascia con l'immortale ricordo della sua bellezza e intensità.

sabato 13 giugno 2015

Fitspiration - B come Before&After, Booty, Burn

Before&After. Si, perché per chi inizia a fare fitness e riesce persino ad essere costante e persistente, ci sarà una bella trasformazione. Il blog della personal trainer Kayla Itsines, oggi a Londra per una tappa del suo World Bootcamp, è pieno di esempi illuminanti:






Booty. Eh si, le chiappe, le natiche, i gran glutei, che sono il muscolo più grande del corpo umano ma in alcuni soggetti sono eccessivi o troppo "molli". Ecco quindi alcuni scatti di sederi tonici e allenati, patinati ma certo più realistici delle ciliegine mignon di tante modelle diciottenni:




Burn. Qui non si allude alla famosa bibita, ma ad uno degli imperativi che i neofiti del fitness si sentiranno ripetere più spesso, per rimettere in moto corpo, muscoli e metabolismo.