mercoledì 26 luglio 2017

Ai detrattori dico tiè tiè tiè, Federica c'è

Che bello, che gioia, che soddisfazione!!!! Federica Pellegrini, la Divina del nuoto italiano, ha appena vinto l'oro nei 200 metri stile libero ai Mondiali di nuoto in Ungheria, sorprendendo più di un addetto ai lavori!!! Settima medaglia, terzo oro in nove, o dieci? mondiali, roba incredibile a 29 anni quando la maggior parte delle nuotatrici si ritira a 24-25. Invece lei no, si è buttata alle spalle la mancata medaglia agli ultimi giochi olimpici e ha continuato a lavorare, a sudare, a tenere alta la concentrazione. Uno dei più longevi talenti sportivi Made in Italy - la maggior parte donne vedansi Ferrari, Sensini, Vezzali, Idem, Cagnotto ma non mancano uomini come Rossi e Totti - anche se forse fra i più criticati.
Ancora sbatto la testa al muro a ripensare ad un mio conoscente che, con fare molto sessista fra l'altro, più volte ne disse di tutti i colori alla Fede nazionale: boriosa, superficiale, vanitosa, montata, poco intelligente e anche poco "onesta" come donna. Non voglio rispondere niente a riguardo, se non un sorridente "tiè, tiè, tiè" e aggiungo che gli atleti vanno visti e giudicati per le loro prestazioni, stop; se poi li incontriamo per strada o all'edicola, a far la fila ai saldi o all'ospedale a fare le analisi, allora possiamo anche criticare eventuali loro umanità, possibilmente senza ingigantirle - ma se si tratta di pura antipatia allora ditelo subito e chiudiamo la questione.

Brava Federica: mi hai proprio resa orgogliosa!!!

lunedì 17 luglio 2017

Nessuna medicina per i piromani come per i bambini "cattivi"

Una fetta di mondo brucia, letteralmente. Già tristemente noti i disastri in Portogallo e in Florida, più la parentesi del grattacielo di Londra. Ma l'Italia non è da meno, basta vedere come le fiamme si sono divorate ettari a volontà in un po' tutto il centro sud. Clamorosa la situazione nel messinese, non meno tragica quella nella zona del Vesuvio, tanti focolai terribili anche in Toscana.

In un po' tutti i casi si parla di piromani: persone non del tutto sane ossessionate dal fuoco che si emozionano a scatenare incendi e a gustarne le tragiche conseguenze su cose e persone.

Ma come fare se una zona con boscaglia vicino ad abitazioni è presa di mira da uno o più di questi soggetti? Non lo so, perché tanti, subdoli e inafferrabili sono gli stratagemmi utilizzati da questi fetenti per appiccare focolai, dalle candeline collegate a fiammiferi a gatti intrisi di benzina e incendiati.

Stamattina su facebook, altra carrellata di foto dei danni di un incendio, con commenti per lo più di solidarietà a chi si ritrovava con casa, campi o auto bruciati. E nel vedere quelle macchine ridotte a tizzoni fumanti o quelle case con focate nere che arrivavano fino ai tetti o quelle coltivazioni ingrigite e falcidiate senza pietà su terreni ormai nero pece, mi è venuto in mente un pensiero che feci a sei-sette anni, nei primi anni delle elementari.

La nostra maestra, severa e anaffettiva, urlona e pure un po' maschilista, si assentò per qualche giorno sostituita da una supplente senza spina dorsale che, dopo un paio di mattinate tollerabili, si rivelò impotente nel sedare la "vivacità" di quasi tutti i dodici maschi della mia classe, che contava in tutto diciassette alunni, quindi solo cinque femmine di cui una handicappata. Chiacchiere, urla, risate, oggetti tirati, pure qualche spintone e accenni di litigi, con noi povere sfigate in grembiule bianco a tapparci le orecchie. Più la supplente si sforzava di tenerli buoni, anche minacciando di chiamare il preside, più questi si scatenavano, sempre ridendo. Tornata a casa pensai che per i "bambini cattivi" non ci fosse medicina, che se un bambino vuol far confusione, vuol deridere e snervare una maestra, insomma se vuole fare "il cattivo", alla fine quasi sempre lo farà soprattutto se ha dei complici - anche se la mia insegnante, pur urlando come una sirena e facendo assenze medio lunghe ogni anno, in fin dei conti riusciva a tenerci e anche a insegnarci più che discretamente. Il buffo è che anche in quarta, lo ricordo bene, uno dei miei compagni nonché uno dei migliori come studente, portò quasi alle lacrime la supplente disgraziata di turno dicendo parolacce e disegnando anche un gigantesco fallo sulla lavagna, in un fracasso da vergognarsene.
E stamattina per questi piromani, questi incivili distruttori, questi sadici malati, questi scialacquatori mi è venuto lo stesso pensiero: non c'è rimedio, non c'è medicina, non c'è modo per sconfiggerli.

venerdì 23 giugno 2017

Non solo filmati di gattini - radiografie di sederi Vip in famiglia

Succede anche a casa mia di concedersi capatine sul web per vedere filmati di animali. In quanto gattofili da due generazioni, preferiamo ammirare mici e micetti, mentre ultimamente mi sono fissata su un filmato di alcuni capibara dentro una fontana di acqua fumante (termale?), in una località turistica invernale con tanto di neve tutto attorno, che se ne stanno a mollo con un'adorabile, rilassatissima aria trombina che nemmeno Bobo Vieri a Formentera con la fidanzata.

L'altro giorno però mi sono messa a cercare sul cellulare sederi femminili Vip, ebbene si!

In famiglia mia io sono stata, sono e sarò a vita la "culona" - che chissà perché, mah, bah, a marzo si è iscritta in palestra. "L'aerobica mi fa eliminare i liquidi in eccesso" "Tanto non serve a niente" è stato l'apogeo in un dialogo fra me e mia mami qualche settimana fa. E siccome non voglio litigare coi sordi l'altro giorno, appunto, l'ho buttata sul vittimismo comico/ liberatorio. C'era anche il mio fidanzato Davide che ridacchiava da sotto i baffi, #santosubito #T1000 #piucarinodeicapibara.

V: "Ah mami, darei due dita per avere il sedere della Melissa Satta..."
M: "E chi è, non la conosco... Una velina?? Ma tu sei laureataaa!...."
V: "Eccola... guarda qua..."

Dal cellulare ho digitato proprio le parole "Satta sedere" e mi è apparsa una sfilza di immagini che sembrava una gigantesca bancarella di ciliegine.

                                 Risultati immagini per ciliegie

V: "Vedi? Visto come ce l'ha alto e sodo? Ecco, lo vorrei così... Vedi?"
M (quasi solidale): "Ma questa qui in ogni foto sta sempre in posa come nelle pubblicità, vedi come lo tiene in su il sedere? Non è in posa naturale..."
V (a Davide): "Lo vedi? Ho ragione?"
D: "Eh....eh..."
V: "... e invece nella realtà sembro la Kardashian dei poveri...Guardatela..."

Altro nome, altra digitazione ma stavolta, più che ciliegine, meloni.

                              Risultati immagini per melone

V: "Eccola... eccomi..."
M: " Ohhh.... ma no, ma noooooo.... tu assomigli a quell'altra che canta... alla Lopez!"
V (digitando): "Mah, non credo, è molto meglio la Lopez di me..."
M: "Ma no, ma noooo.... Vero, Davideee?"
D: "No no, ce l'hai meglio tu di questa..."

Diagnosi: sarò culona, fare palestra non mi migliorerà mai ma alla fin fine non ho il sedere peggiore di quello di Jennifer Lopez!! E per qualcuno vado benissimo così!

giovedì 22 giugno 2017

Cag@te pure, spogliatevi, ma tenetevi per voi le vostre "praline" e le vostre nudità!!!

Ma si può venire inondati di schifezze solo perché una delle mie 150 amicizie di Facebook scrive un commento???

Bastava il Lercio o come si chiama, nota testata trash e ironica fino all'iperbole, a diffondere finti scoop "grassi": che c'era bisogno di cloni e clonini?

Così adesso mi tocca cliccare e far sapere a Facebook di non farmi più vedere post della "testata" X o dell'utente Y, che altro di meglio da fare per monetizzare non hanno se non diffondere pseudo notizie su balordi alterati che si cimentano in rapporti sessuali in pubblico! 
Ma che ç@£#*! Più mi impegno nei social e nella vita reale ad essere decorosa, pulita e un minimo istruita - per non dire riservata - e più i post che mi appaiono sono a dir poco stomachevoli!

giovedì 15 giugno 2017

Non un semplice complessato - Patrick Bateman di "American Psycho"

ATTENZIONE: post simil pseudo saggio letterario de poratci, quindi sparsi qua e là ci sono riferimenti al finale del romanzo. L'omonimo film, ahimè, devo ancora vederlo.


Arrivata al capitolo della penosa scena al Dorsia con Jean, stavo quasi per sedere al pc e dedicare un post prima al protagonista Patrick Bateman e poi, in un secondo momento, al romanzo "American Psycho". Ma sono andata avanti e avanti e avanti e avanti, perché questo libro ha avuto fra i suoi meriti quello di inchiodare la mia attenzione. Non sono più veloce come a vent'anni a divorare libri, mi stanco prima anche solo a manipolare un volume (a riprova del fatto che gli ultimi due titoli che mi sono concessa erano in pdf su ipad - rigorosamente mini) ma soltanto per la prima sera, in cui l'ho avviata, questa opera di Bret Easton Ellis mi ha trattenuta per ben novanta pagine: quello che si dice un buon inizio.
Dicevo, sono andata avanti e avanti a avanti... E ho iniziato e attraversato i capitoli dove Patrick Bateman strazia prima una sua disgraziata ex e poi le escort Elizabeth e Christie - i cui timori e presagi mi hanno particolarmente amareggiata quasi come il seguito. Talmente terribili da farmi balenare l'idea di smettere la lettura, neanche mi divertissi a leggere quei terribili capitoli prima di sesso a tre e poi super violenza, torture e mutilazioni. A quel punto non aveva più senso dedicare un paragrafo al fatto che ritenessi Patrick Bateman uno sfigato complessato prima ancora che un omicida - c'erano stati accenni di questa sua mortifera attività, ovvio, sapevo di star leggendo la storia di un serial killer. Avrei tracciato la tesi appunto dello sfigato complessato che si attacca maniacalmente ai vestiti firmati e agli oggetti di lusso, che ha una ragazza mezza frigida e deve ricorrere alle ragazze altrui o alla masturbazione, noleggia continuamente materiale pornografico, anche lo stesso, si cosparge di creme e unguenti e di trattamenti di bellezza pur essendo bello di natura oltre che appena ventisettenne, evita il sodio neanche fosse una donna mediterranea che combatte le culotte di cheval, viene spesso scambiato per altri colleghi del suo ambiente, si fa di cocaina spesso mal tagliata e comprata da brutti ceffi, ha un pessimo rapporto pure succube col fratello minore, non si dà pace perché non riesce a prenotare un tavolo al "mitico" ristorante Dorsia venendo pure perculato dall'addetto al telefono - tanto che quella sera con Jean, la sua segretaria, fa una figura che definirla di guano è dir poco.
Eh no. Sarebbe stato riduttivo definire Patrick Bateman uno sfigato complessato che ogni tanto ammazza qualcuno. È ben di più: un individuo fortemente disturbato, un pazzo furioso da un lato amante maniacale dell'ordine, della pulizia, del bianco immacolato di pareti e mobili, della bellezza fisica e dell'extra lusso e dall'altra un soggetto attirato dal sangue e dalle interiora e pure necrofago, oltre che perverso e terribilmente crudele: ama colpire, torturare, vivisezionare come un action painter della prima generazione (la più genuina e artista) oltre che vedere l'orrore negli occhi delle sue vittime, che siano umane o animali.


                            Risultati immagini per american psycho


Riguardo il libro, che comunque ribadisco che è buono, una di quelle letture che "si può fare" o meglio "si può portare a termine" a meno che si abbia lo stomaco delicato, dico che è una filosofica riflessione sulla cattiveria umana, sul fatto che il male esiste e non è scontato che debba essere contrastato e spianato. Patrick Bateman è come è, senza grandi spiegazioni anche se il libro fa trapelare (quasi tutto nel capitolo della povera ex) che ha avuto un'educazione rigida improntata anche su una facciata esterna intrisa di buonismo, ipocrisie et similia, forse suo padre era un po' balordo pure lui, considerato che sua madre sta in una clinica psichiatrica e lo stesso Patrick va al lavoro nella ditta paterna ma facendo poco o niente tipo statale anni '80. Ma Patrick Bateman neanche ha modo né voglia né stimolo di redimersi, anzi la fa sempre franca: accenna ai compagni di uscite o alle sue donne le sue manie omicide e violente e nessuno lo ascolta sul serio o gli crede - spesso sono tutti strafatti e alcuni, ripeto, lo scambiano per altri - come non gli crede anche il suo avvocato, anche se sembrerebbe che l'omicidio di Paul Allen non sia mai avvenuto; persino l'inseguimento della polizia finisce a suo favore oltre che con altri 4-5 omicidi. Che dire quindi? Che esiste una fetta di società ricca, superficiale, sorda, vacua, drogata di soldi, sesso, lussi e sangue, assuefatta ai barboni come al non-amore e non ultima alla violenza. Patrick Bateman è un omicida pazzo e cinico ma è solo un tassello di questa società e per di più è in ottima compagnia: niente vieta al lettore di ipotizzare che altri personaggi del romanzo, suoi fac simile diversi solo per genitori e ditta per cui lavorano, siano psicopatici violenti come lui, viste le cronache dei giornali che abbondano di episodi di nera.

domenica 4 giugno 2017

Altra notte da incubo, quando basta una scintilla per dare vita all'orrore

Voglio qui esprimere tutto il mio dolore, smarrimento, sgomento e orrore per la terribile notte di ieri fra Londra e Torino. Inutile aggiungere altro: cosa descrivere, l'ennesimo furgone impazzito da cui escono truci terroristi accoltellatori? O stare a far le pulci al perché e al per come la folla di Piazza San Carlo si sia ritrovata a spingersi e anche calpestarsi per un terribile effetto a catena di una scintilla di panico? E' proprio questa tragedia ad avermi maggiormente impressionata, a farmi più paura... si, anche dei terroristi.

                              Risultati immagini per torino piazza san carlo

Pochi minuti ma spesso anche solo pochi secondi in un domino fatale ed ecco che una moltitudine relativamente ordinata, tranquilla, desiderosa solo di festeggiare diventa carnefice di se stessa. Le immagini si sono viste tutti, sembrava una scossa di terremoto e invece erano tifosi, giovani e adulti. Oggi pomeriggio il bollettino da guerra dei feriti è salito a 1527. Lo trovo terribile.


Senza bisogno di rievocare Heysel, scusate ma rischio il mal di stomaco, i precedenti non mancano ahinoi, vedasi un concerto dei Pearl Jam a Roskilde vicino Copenhagen nel 2000 con otto giovani morti schiacciati e soffocati, o i diciannove di Duisburg durante la Love Parade. Due vittime anche nel concerto di questo marzo di un certo Indio Solari in Argentina, ma rammento anche, tanti anni fa, una tragedia di adolescenti ad un concerto mi pare in Russia, dove a causa di un improvviso acquazzone molti minorenni scapparono verso la metropolitana per rifugiarsi e trovando per le scalinate verso i treni, fra gradini, buio e bagnato, una terribile morte, compressi e calpestatisi fatalmente fra di loro. E le due ecatombi a La Mecca del 2006 e del 2015, con in totale un migliaio di defunti? E nell'Uttar Pradesh in India nel 2008?
Inutile dare ora la colpa a questo o quello, alle bottiglie di vetro vendute, all'alcol, alla troppa gente, al fanatismo, alle transenne.

Non faccio che pensare agli otto codici rossi nel mare di feriti della terribile notte torinese, abbastanza da mettersi una mano sulla bocca e tacere. Chi vuol cercare cause ed effetti faccia pure, ma in silenzio. Io per ora non ce la faccio.

martedì 30 maggio 2017

Cose da non chiedere... e io l'ho fatto

Piccolo post confessione. Si, perché anche le Vanesse hanno una coscienza, a volte anche con scoppio ritardato.

Con riferimento al programma "Cose da non chiedere" che interroga con quesiti da fonte popolare e anonima soggetti spesso bersaglio di pregiudizi, proprio ad una persona riconducibile ad una di queste categorie, una ragazza sovrappeso, ho chiesto una cosa che avrei fatto meglio a tenermi per me.
Ci eravamo conosciute ad una cena di lavoro di qualche anno fa di cui avevo persino parlato qui. Ma avevo detto poco o niente di lei, Aly: mia coetanea, alta quanto me, taglio pixie, mora e sovrappeso con corporatura "a mela", probabilmente sugli 80 kg e quindi neanche tanti. Alla cena tutto bene, sediamo vicine, chiacchieriamo, ci scambiamo i numeri. Ci rivediamo altre 4-5 volte al suo paesino (molto animato e godereccio in estate), belle chiacchierate, presentazioni alle sue amiche e amici. Vengo a sapere tante cose di lei, che ne ha da dire più di me. Poi Aly mi dice che si è messa a dieta e sta seguendo la Dukan, ha già letto l'omonimo libro anche perché adora leggere e infatti divora molti volumi, perde i primi kg, ogni tanto va a fare nuotate in piscina da un'amica. Una sera ci vediamo, mi dice che è contenta, alcuni jeans le stanno già larghi. E lì c'è stato il mio errore. Le ho chiesto la cosa da non chiedere.

Premetto che la settimana dopo, agosto, lei avrebbe iniziato a lavorare in un bar ma anche il mio ragazzo sarebbe andato in ferie, quindi ci saremmo viste molto molto più di rado almeno fino a ottobre. Ma poi le si ruppe il cellulare e non usò più quel numero. E per non ricordo quale garbuglio in cui c'era di mezzo il cellulare di suo padre, non mi diede il nuovo. La incontrai per caso la primavera successiva (!!!) guardandola - non era più dimagrita, ndV - e parlandole come se fosse la Madonna delle Grazie

                                     Risultati immagini per madonna delle grazie

e le chiesi l'email per darle il mio numero ma, pur ricevendo lì per lì un assenso sbrigativo ma affettuoso, successivamente non ebbi alcuna risposta.

La cosa che le avevo chiesto, pur avendoci messo impegno per essere più delicata e rispettosa possibile, suonava più o meno: "Ma come mai sei così? Per una disfunzione o per l'alimentazione?". Ricordo vagamente che mi disse che mangiava molto pane e dolci ma adesso anche che teneva gli occhi bassi. Tempo fa ho chiesto di Aly ad una conoscente comune che mi ha detto che lei è un po' bipolare e umorale e che certamente non avevo nessuna colpa. Ma forse non è così. Posso solo dire che per me Aly non era una tipa grassa, era Aly e la personalità non le mancava davvero. La mia era solo curiosità e forse bisogno di aggiungere un tassello alla sua storia. Ma questo lo scrivo qui, lo sto spiegando qui, non alla diretta interessata.
Non devo comunque essere tanto acuta e sensibile se mi ci è voluto un programma televisivo per darmi un ultimo frammento di risposta su un'amicizia - o conoscenza o anche frequentazione - interrotta.